I palazzi

PALAZZO DOGANA

Le vicende del fabbricato prendono avvio dal 25 novembre 1655

 

Corrado Pisani

 

03/12/2017 - L’idea della realizzazione di un Seminario a Molfetta prende avvio dal 1571 con Monsignor Majorano dei Majorani.
Le vicende del fabbricato conosciuto con il nome di “Palazzo Dogana” prendono avvio dal 25 novembre 1655, giorno in cui Giovanni Maria de Luca vendette al vescovo, Mons. Giovanni Tommaso Pinelli una «casa palatiata con diversi membri superiori, et inferiori, et un trappeto sotto di q(ue)lla sita dentro q(ues)ta Città al largo della maggior Chiesa, appresso il Palazzo Vescovale, appresso la casa dell’heredi del q(uonda)m N(ota)r Gio(vanni) Corrado de Lullo, il lito del mare, la via publica … stimata …D(uca)ti Mille, e duecento».
In epoca successiva, tra il 1673 ed il 1693, furono acquisite altre porzioni della medesima «domus» della famiglia de Luca. Un documento datato 9 agosto 1693 riportando la dicitura «Seminario nuovamente eretto» sottintende che lo stesso era stato “da poco tempo, recentemente” istituito da Mons. Pietro de Vecchi (m. 7 giugno 1695).
Il 7 ottobre 1695, il Capitolo Cattedrale, in rappresentanza del Seminario, tenendo fede alle “disposizioni” del Vescovo “de Vecchi”, dettate il 20 febbraio 1694 dinanzi il notaio Corrado de Cavallettis, acquistò altre due case dalla famiglia “de Luca” attigue «a quella Vescovale, la casa di Francesco de Lullo e il lido del mare» che con quelle donate, successivamente, da Monsignor Bellisario de Bellis contribuirono a delimitare il sito sul quale sarebbe sorto il nuovo grande Seminario.
Il 17 maggio 1697 il Capitolo acquistò la casa del signor Giammaria de Luca contigua al palazzo Vescovile per la costruzione di un “Seminario”. Due giorni dopo (19 maggio) il Vescovo, Mons. Bellisario de Bellis concordò con mastro Domenico de Gaudio lavori al palazzo vescovile. Il 22 novembre 1699 furono concordati altri lavori alla casa del Seminario … nella strada di S. Salvatore. Il 22 agosto 1700, ed il successivo 8 novembre stesso anno, furono concordati ancora una serie di lavori alle case del Seminario ossia a quella già appartenuta al defunto Giammaria de Luca, nella strada del Salvatore, appresso la casa degli eredi di Francesco de Lullo ed a quella attaccata al palazzo Vescovale.
Il Seminario fu “aperto” dal vescovo Fabrizio Antonio Salerni nel 1713. Una prima planimetria del Seminario è riportata in un disegno del 1715 eseguito dal Rev. Fra Domenico Calò.
Il 2 maggio 1725 lo stesso Mons. Salerni ottenne dalla Santa Sede, durante il Concilio Romano, l’autorizzazione ad istituire l’Episcopio. Sul finire del 1744, forse a causa dei danni arrecati alle strutture dal terremoto del 1731, il Seminario si trasferì in un “palazzo grande” dei fratelli Lepore «sito al Largo del Castello corrispondente da una parte allla strada della Mente di cui fa pontone».
A far data dal 5 maggio 1760 il Seminario fu oggetto di importanti lavori strutturali. Gli stessi (lavori) furono completati in un triennio e comportarono una spesa di 21.000 ducati. Responsabile dell’opera fu l’architetto molfettese Pietro Magarelli, coniugato e residente in Monopoli, che nel contempo (giugno-settembre 1762), ricevette l’incarico dall’Universita di Molfetta di redigere un progetto per l’esecuzione di lavori di ristrutturazione e ampliamento del molo antico.
I lavori al Seminario includevano anche la realizzazione di stucchi. A tal proposito sappiamo che il 14 giugno 1762 il maestro napoletano Domenico Prezioso promise di eseguirli nella “chiesa nuova” edificata all’interno del fabbricato. Purtroppo, di questa “cappella” non c’è altra testimonianza forse perché, in seguito, fu adibita a teatro.
Cinque anni dopo (1767), il Vescovo Mons. Orlandi, approfittando dell’espulsione dei Padri Gesuiti, inoltrò richiesta al Re per ottenere il trasferimento della Cattedrale e dell’Episcopio nella chiesa e collegio della soppressa Compagnia di Gesù. Il 13 dicembre 1774, infatti, fu emesso il Real Dispaccio con il quale il Re ordinò alla Reale Giunta di Educazione, che gestiva i beni degli ex Gesuiti, di effettuare la censuazione delle anzidette fabbriche “... a favore dell’Ill. Mons. Vescovo, e Seminario ...”.
In data 16 agosto 1776 un atto notarile rogato per la Mensa Vescovile certifica l’avvenuto passaggio dell’ex Collegio dei Gesuiti a nuova sede del Seminario.
Con la legge del 21 agosto 1862 (n° 794), e le successive del 7 luglio 1866 (n° 3036) e 15 agosto 1867 (n° 3848), relative alla liquidazione dell’asse ecclesiastico, il fabbricato sede del vecchio Seminario fu devoluto al Demanio dello Stato.
In epoca successiva, lo stabile fu occupato parte dalla Dogana e parte dalla locale Capitaneria di Porto. Durante l’ultima guerra ospitò truppe dirette al fronte greco, come testimonia una epigrafe situata all’interno di uno dei locali. Dopo la Seconda Guerra Mondiale la porzione concessa alla Capitaneria di Porto ospitò l’archivio della stessa e gli uffici dove venivano effettuate le visite mediche di idoneità per la successiva partenza al servizio militare di leva.
Il resto è cronaca.